Forza Milano, forza EXPO!, uno sguardo critico ed etnografico su EXPO 2015

welcome expoI cicli finiscono per poi dare inizio a nuovi cicli, l’invidia sarà sempre sconfitta dalla voglia di vivere e speriamo che questo EXPO 2015 sia un volano per la nostra città.
Personalmente ero e sono a favore del “progetto EXPO”, ho partecipato a varie riunioni del progetto e alla fase finale quando il BIE votò a Parigi e fu una grande emozione.
Questo non vuol dire che non noti le criticità di percorso, che tutto sia riuscito, o che non si potesse fare di meglio.

Per questo userò il mio “season pass” per guardare EXPO con attenzione, per capire quello che riesce a raccontarci e riflettere su quello che invece manca, magari assieme a chi passa su queste pagine.

Un racconto etnografico , una metodologia di antropologia visuale, una riflessione critica.

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4 thoughts on “Forza Milano, forza EXPO!, uno sguardo critico ed etnografico su EXPO 2015

  1. Simona allegra manca il said:

    Buongiorno Milko. Condivido totalmente quello che hai scritto, credo anche io al progetto Expo e credo sia un volano per tutto il nostro paese e non solo la nostra Milano. Poi questo Expo è a mio parere il più bello di tutti, ovvero il food, che miscela nutrizione, gusto, etnia e palato, suggestivi temi in una parola sola. Qui a Pantelleria, essendo un’isola molto attiva grazie alle meraviglie che produce a livello internazionale,( ne cito solo uno, l’alberello dello zibibbo diventato patrimonio dell’unesco), questo Expo ha creato molta attenzione e vivacità, oltre ad essere presenti; molti panteschi stanno salendo a milano per condividere. Non vedo l’ora di salire anche io. Grazie

  2. Delia il said:

    L’invidia nasce sempre da una frustrazione personale che può essere il sentirsi inadeguati o che ci facciano sentire tali, quando nella vita manca la gratifica tutto risulta vano, si perde la stima e l’amore per ciò che si fa o potrebbe fare. Questa dovrebbe essere sempre, finanche per un fallimento, ché senza tentativo non possono esistere né sconfitta né vittoria . Qualunque progetto porta con se le potenzialità a favore o contro, sta alla partecipazione collettiva renderlo plausibile , ma spesso , appunto da parte di chi non ha “partecipato” sortisce la detrazione. Alla detrazione si può guardare con favore se questa esprime parere contrario ma supportata da suggerimento costruttivo, da vagliare insieme, da confrontare, quando invece si tratta di detrazione distruttiva è importante appunto la stima in se stessi senza lasciarsi trascinare nel vortice della “risposta” a tutti i costi o del sentirsi costretti a dimostrare. Alla fine della “fiera” un risultato lo si ottiene sempre che questo sia poi in attivo poco importa , non è la misura di quanto si guadagna a renderci importanti, ma di come lo si guadagna, e un centesimo ambito e creduto vale assai di più di un miliardo trovato . Se non saranno tutti ad essere felici del risultato, qualcuno ci sarà, qualcuno che avrà guadagnato in fiducia che trasmetterà in futuro, e quel futuro varrà anche per chi non ne vede uno per se e tu per questo risulti ai suoi occhi il suo specchio.

  3. Giovanna il said:

    A meno di non avere tendenze fortemente autolesionistiche, a questo punto bisogna per forza fare il tifo per l’Expo. Che possa essere un punto di rilancio per Milano, che deve riuscire ad accreditarsi come capitale europea. Ne ha la vocazione, direi

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